Il secondo preciso in cui il mio amore partì non fu percepito da nessuno dei miei riflessi o sensi. E azzardo a dire che ci mise almeno un secondo per rendere l’idea di come una cosa così grande, così immensa possa sparire in così pochi tempo.

Furono gli argini delle mie voglie a dare i primi sintomi di cambiamento. E poi le pieghe della bocca, la curva degli occhi la mattina, la pelle che si rilassava ed infine la rabbia vera che diventava finta.

Ho sempre creduto che quando un uomo smette di sognare il domani per pensare alla giornata che calpesta, c’è qualcosa che non va. E ora capisco cosa vuol dire ciò che credevo soltanto “era”.

Per quale motivo uno si alza e fa ciò che fa tutti i giorni? La sopravvivenza, certo. La sana disciplina, anche. Le certe e consuete abitudini, per carità. Ma la valvola che fa girare la benzina funziona bene se a muoverla non sono i doveri o le abitudini, no?

Oggi ho capito che smetto di muovermi, veramente, se non sono innamorata. E non parlo soltanto di passione per un uomo o una donna che esso sia.

Oggi ho capito che smetto di muovermi quando non sono innamorata.

E ho smesso di essere infelice.

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